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CRISI D’IDENTITA’
editoriale di Alfredo Lamastra
Commissario Tecnico R.C.C.F.
Il nostro Registro ha oramai quasi tre anni (il prossimo settembre vi è l’Assemblea per la elezione del nuovo Comitato Tecnico) e dal quel 28 settembre 2007 tanti avvenimenti hanno segnato la (ancora) breve storia del sodalizio fortemente voluto da me e dall’altro socio fondatore Gianluca Camozzi.
Quando avemmo l’idea di costituire, all’interno del Club del Coupè Fiat di cui io già da un decina di anni ero socio e del quale anche Gianluca era entrato da un paio d’anni a far parte, un Registro che potesse raccogliere gli amanti del Modello inteso come unico, immodificabile, inconfondibile e stilisticamente integro esempio di raffinata tecnologia e stile dell’automobilismo italiano, contavamo sul fatto che l’appartenenza a questa nuova realtà sarebbe stata vissuta dai soci aderenti come essi fossero i “Templari” del Coupè: i custodi del “Sacro Graal” inteso come un Coupè cui si deve il riconoscimento di una cera e propria “sacralità”.
Naturalmente mi si perdoni l’enfasi e l’accostamento indegno, ma lasciamo che la facezia di cui sopra renda comunque appieno le motivazioni per le quali gli anzidetti fondatori e il buon Luigi Di Mambro che fin dalle prime settimane si appassionò alla …..causa, decisero di impegnarsi personalmente nelle attività del Registro e con esse nella promozione del Modello come vettura di valore collezionistico e storico nel divenire.
Oggi tuttavia a distanza di tre anni dalla fondazione e con alle spalle lusinghieri successi di immagine ed avendo raggiunto alcuni importanti obiettivi strategici, con una lista che conta oramai oltre 60 soci provenienti quasi da ogni parte d’Italia, chi scrive sta patendo una fastidiosa “crisi di identità”; ma non una crisi che nasce dal di dentro bensì una crisi “estroflessa”; in pratica la mia crisi di identità e la crisi di identità del Registro e che deriva dalla sensazione che il Registro, nato secondo le premesse di cui sopra, viene percepito da una gran parte dei soci in modo diverso e non coerente allo spirito dei Fondatori.
Paradossalmente è proprio uno degli obiettivi di cui oggi andiamo maggiormente fieri che è la causa delle mie perplessità.
Infatti un significativo riconoscimento della nostra attività di Registro è stata l’affiliazione al Registro Fiat cui è conseguita la opportunità dei poter fruire di una polizza assicurativa per “auto storiche” a condizioni di assoluta eccellenza: 123,00 € anno con km illimitato, guida libera e modesta franchigia.
La fruibilità di questo beneficio dovrebbe essere intesa dal Socio o dall’aspirante tale come una ricaduta positiva della iscrizione al Registro Classico del Coupè Fiat, come un “benefit” accessorio ed insperato, in definitiva come una ulteriore, ma non essenziale, motivazione di appartenenza.
Tuttavia sempre più frequentemente giungono alla nostra osservazione richieste di iscrizioni che sono chiaramente motivate solo da ragioni di opportunità assicurative.
A costoro sfugge la differenza tra “appassionato” e “collezionista”, ed è tutta qua che si gioca la differenza e, di conseguenza, la mia crisi di identità
l’Appassionato è colui che possiede e apprezza il proprio Coupè che utilizza abitualmente come vettura di tutti i giorni, come mezzo di lavoro e di spostamento quotidiano, come unica vettura personale perché comunque è confacente alle proprie abitudini ed alla propria vita, L’appassionato farà presto ad……appassionarsi ad un'altra vettura nel momento in cui avrà i figli con il carrozzino oppure il lavoro gli comporterà spostamenti lunghi e defatiganti.
L’appassionato alimenterà a gas il Coupè poiché i costi del carburante incidono sui costi di gestione complessivi, e se subirà un sinistro tale che il costo della riparazione supera il valore della vettura è facile che il suo Coupè venga mestamente avviato alla rottamazione.
Il Collezionista è colui cui la vista del Coupè fa venire la pelle d’oca, egli custodisce la vettura in garage, la mantiene sempre in ordine lucida e pulita e con la vettura percorre poche migliaia di chilometri l’anno; insomma una vettura da indossare come l’abito buono della domenica!
Il collezionista sacrifica il portafogli pur di mantenere la alimentazione originale, ed è disposto a rinunce personali pur di sostenere danni meccanici e di carrozzeria sulla propria Coupè.
Il collezionista dispone di un'altra vettura di famiglia ed è disposto a disfarsi di questa se dovessero mutare le condizioni socio-familiari, ma mai del Coupè gelosamente tenuto coperto in garage o sotto una tettoia.
Ma la differenza più evidente sta nei comportamenti e nell’atteggiamento mentale nei confronti della nostra polizza assicurativa: l’appassionato la trova una determinate nella decisione di iscriversi al Registro, il collezionista la vive come una ulteriore opportunità che anche se non ci fosse non sposterebbe la sua motivazione alla iscrizione.
L’appassionato si fa i conti in tasca e valuta che i costi della Iscrizione annua al Registro Classico sommati al costo della nostra Polizza sono un terzo dei costi da lui sostenuti attualmente per la sola RC Auto, e per tale motivo abitualmente l’appassionato affretta i tempi della iscrizione nella imminenza della scadenza annuale della copertura assicurativa in essere!
Il collezionista a volte non usufruisce nemmeno della nostra Polizza o magari ne usufruisce alla scadenza della copertura in essere, e comunque non subordina la iscrizione al Registro alle ragioni di copertura assicurativa.
Il collezionista considera la quota annua di iscrizione il prezzo da pagare al privilegio di appartenere al Registro Fiat Italiano e poter esibire sul lunotto e alla base del parabrezza i segni distintivi della “vettura storica”; polizza o non polizza il collezionista non farà mai mancare al Registro Classico del Coupè Fiat il proprio sostegno economico che consenta al Registro di porre in essere tutte le iniziative e le attività necessarie per sostenere l’accreditamento nel modo del collezionismo d’auto del modello Fiat Coupè.
Infine l’appassionato difficilmente sosterrà costi economici e personali per seguire le attività (mostre, esposizioni, raduni) del Registro Classico trascurando anche di aggiornarsi sul nostro sito delle iniziative del sodalizio cui egli è iscritto. Il collezionista per contro lo vediamo proprio alle nostre manifestazioni, giunge anche da lontano per portare il proprio contributo di rispetto, stima e partecipazione per chi sostiene il Registro.
Alla luce di quanto ho espresso trovo necessario fare chiarezza all’interno del nostro Registro ed è per questo che avendone già parlato con il mio socio co-fondatore e con l’Ispettore Tecnico (il Luigi Di Mambro, della prima ora) intendo porre all’ordine del giorno del prossimo Comitato Tecnico di luglio alcune modifiche nei requisiti di ammissibilità al Registro che consentano di stringere le maglie delle iscrizioni opportunistiche, di modo che gli “appassionati di modello” (con tutto il rispetto per la loro passione) restino fuori e che i “collezionisti di modello” possano venire con noi a condividere lo spirito del Registro.
Questa è l’unica strada per evitare che ci si trasformi nel tempo in sub-agenti assicurativi e che si fughi a breve la “crisi d’identità” ritornando a sentirmi davvero un “Templare del Coupè”